Come ricordare compleanni e onomastici: 5 metodi che funzionano
Aggiornato il 3 ottobre 2026
1. Google Calendar
Google Calendar mostra i compleanni dei tuoi Contatti Google in un calendario a parte, “Compleanni”.
- Apri la persona in Contatti Google e aggiungi il compleanno (con l’anno, se lo sai).
- In Google Calendar controlla che il calendario “Compleanni” sia attivo tra i tuoi calendari.
- Apri le impostazioni del calendario “Compleanni” e aggiungi una notifica, per esempio una settimana prima.
Va bene per: chi vive dentro Google Calendar. Attenzione: conosce solo le persone salvate nei contatti con il compleanno.
2. iPhone e iPad
- Aggiungi il compleanno nella scheda della persona, nell’app Contatti.
- L’app Calendario lo mostra nel suo calendario dei compleanni.
- Nelle impostazioni dell’app Calendario (Impostazioni → Calendario, oppure Impostazioni → App → Calendario nelle versioni più recenti di iOS) imposta l’avviso predefinito per i compleanni: un giorno o una settimana prima.
Va bene per: un avviso affidabile sul tuo telefono. Meno adatto per: condividere le date con il partner o con i figli.
3. Facebook
Facebook ti ricorda i compleanni degli amici che hanno condiviso la loro data. È comodo, ma funziona solo se apri l’app, e solo per chi è su Facebook: nonni, bambini e molti parenti di solito mancano. Usalo come aiuto in più, non come unico elenco.
4. Un calendario dei compleanni appeso in casa
La carta vince su un punto: la vedi senza doverla cercare. Un calendario in cucina mostra tutto il mese insieme, quindi un compleanno di giovedì prossimo lo vedi già oggi, e lo vede tutta la casa, non solo chi ha il telefono in mano.
La versione migliore ha i compleanni già stampati, con l’età che ogni persona compie, così non si perdono quando a gennaio appendi il calendario nuovo. Se preferisci non cambiarlo mai, un calendario perpetuo dei compleanni, senza anno, riporta l’anno di nascita al posto dell’età.
5. Cinque minuti all’inizio del mese
Qualunque metodo usi, il primo di ogni mese guarda per cinque minuti chi festeggia in quel mese. Ordina i regali e scrivi i biglietti per tutto il mese in una volta. Questa sola abitudine recupera quasi tutto quello che i promemoria si lasciano sfuggire.
E gli onomastici?
Il telefono non conosce gli onomastici, e i calendari con i santi del giorno li riportano tutti, non solo quelli che festeggiate voi. Molti nomi poi hanno più santi in date diverse: quella giusta è la data che si festeggia in famiglia.
Il modo più semplice è aggiungere ogni onomastico come una data che si ripete ogni anno: in Google Calendar o su iPhone un evento annuale con una notifica, sul calendario di carta una data personale, per esempio “Onomastico di Giuseppe” il 19 marzo. Il nostro calendario non stampa i santi del giorno né gli onomastici in automatico, ma stampa quelli che aggiungi tu, nel giorno giusto.
Quale scegliere?
- Solo tu, e vivi sul telefono: Google Calendar o i promemoria dell’iPhone.
- Una casa in cui più persone devono saperlo: un calendario dei compleanni in cucina.
- La maggior parte delle persone: un promemoria sul telefono una settimana prima, più un posto di carta dove si vede tutto l’anno.
Domande frequenti
- Con quanto anticipo conviene il promemoria?
- Una settimana prima basta per spedire un biglietto o ordinare un regalo online; aggiungi un secondo avviso il giorno stesso.
- Google Calendar ricorda i compleanni da solo?
- Mostra i compleanni dei Contatti Google nel calendario “Compleanni”. Per ricevere un avviso devi aggiungere una notifica nelle impostazioni di quel calendario.
- Il vostro calendario stampa anche gli onomastici?
- Non in automatico, e non stampa i santi del giorno. Puoi aggiungere ogni onomastico come data personale di tipo “Evento”, per esempio “Onomastico di Giuseppe” il 19 marzo, e lo stampiamo in quel giorno.
- E se non so l’anno di nascita?
- Inserisci il compleanno senza anno. Perdi l’età, ma non la data.
- Ha ancora senso un calendario dei compleanni di carta?
- Sì, se le date devono vederle più persone. Un calendario sul muro lo vede tutta la casa, senza che nessuno debba aprire un’app.